Pur rimanendo fedele ai canoni classici di ordine, proporzione ed equilibrio (ai quali aderisce intimamente senza forzatura alcuna), egli intraprende la ricerca di linguaggi pittorici innovativi, enigmatici ed espressivi al tempo stesso. La sua formazione culturale, infatti, è anche profondamente radicata nell’arte contemporanea, della quale ha tesaurizzato il meccanismo creativo.
Il lavoro si concentra sulla figura umana, che evoca potentemente i corpi di Caravaggio (per la tecnica, le luci e le posture), interpretandola in senso metafisico.
L’opera di Bondi ha sempre presentato fin dagli esordi forti rimandi al mondo della scultura: per la concezione dello spazio in cui si muovono i corpi, per la costruzione scenografica e per la rappresentazione pittorica di opere scultoree all’interno dei propri quadri.
L’artista toscano rivela oggi maggiormente la propria unicità e complessità con tele (dipinte ad olio secondo la tecnica caravaggesca di cui è esperto), al cui interno inserisce preziose sculture in marmo Statuario di Carrara.
La realizzazione di opere che coniugano materiali e tecniche diversi (per il senso dello spazio, per competenze e cognizioni) presuppone completezza nella formazione, duttilità nel variare gli schemi progettuali ed i modelli compositivi, nonchè capacità esecutive differenti. L’impegno si rivela oneroso qualora l’artista (come in questo caso) non segua l’attuale consuetudine di affidare ad altri la lavorazione del marmo.
“Il connubio delle due arti, per noi inedito, –spiega Moreno Bondi- concettualmente appartiene alla grande eredità del Barocco. Si pensi alle chiese del ‘600, in cui le sculture berniniane incorniciano le grandi pale d’altare ed addirittura entrano nei quadri, fondendosi in un continuo rimando fra pittura e scultura. Per me il passato si afferma come fondamento e sostegno della modernità, la quale, altrimenti mossa dall’ansia di autonomia e dalla pretesa di originalità, smarrisce  la propria identità, impoverendosi nel riproporre una sterile maniera di se stessa”.
Attualmente Moreno Bondi divide la sua attività professionale fra Roma, Carrara e Londra. Le sue opere sono presenti in importanti spazi pubblici e collezioni private internazionali (Inghilterra, Francia, Emirati Arabi, Israele, Stati Uniti, Russia).
Frequente è la collaborazione con prestigiosi studi di architettura per la realizzazione di opere di grandi dimensioni destinate a Ville, Yacht, Show Room.
Per la più importante boutique di Cesare Paciotti nel centro di Milano, ha personalmente progettato ed eseguito “Pegaso”: un’imponente tela di lino (altezza cm. 150, larghezza cm.250, rappresentante un centauro alato pronto spiccare il volo) dipinta ad olio, sulla quale è inserito un grande scudo (diametro c.a. cm.80) e il logo dello stilista, realizzati in marmo Statuario di Carrara. Appositamente progettata per la griffe italiana, quest’opera inedita propone un connubio unico di tecniche appartenenti alla grande tradizione dell’arte italiana (pittura e scultura), reinterpretate alla luce della modernità.