Conquistato dalla potenza degli artisti seicenteschi (cui ha riservato un attento studio, ricavandone approfondita conoscenza tecnica), Moreno Bondi ha sperimentato la sostanziale diversità (nei materiali e nelle tecniche) della pittura antica rispetto a quella attuale.
Da qui una indagine lunga e sofferta: l’esame minuzioso dei manuali (mai esaustivi) del ‘500 e ‘600 e un grande lavoro di sperimentazione relativo ai materiali (gli oli, le resine, i pigmenti) che i grandi maestri combinavano in modo alchemico e della cui formula erano gelosi depositari.
La scoperta del segreto degli elementi ed il recupero della perduta tradizione permettono a Bondi padronanza del colore e controllo della superficie pittorica, che producono l’atmosfera, l’emozione, la forza evocatrice e la potenza caratteristici dei suoi lavori.